.
Annunci online

quellocheNon
un artista ha la morte sempre con sé, come un bravo prete il suo breviario.


Diario


3 ottobre 2009

ultimo respiro, conscio


 Mi è sembrato quasi vergognoso prendere per la prima volta il notturno che percorre la strada che io ho camminato centinaia di volte in questi 14 anni di vita a Roma.
[succede, quando gli amici ti corrono via per prendere il 490 interrompendo una furiosa discussione sull'ultimo film di Tarantino. Che, nda, a me è piaciuto.]
C'erano due donne spaventate, a piazzale Flaminio.
Lo vedevi dai loro gesti, dai loro sguardi, da come si voltavano a guardare l'uomo barcollante che cantava quello che sentiva nelle cuffiette in un inglese non tanto peggiore dell'italiano di Brad Pitt nel film. Avrebbero preso qualsiasi autobus pur di andarsene da lì.
Per loro fortuna è passato proprio quello che serviva loro per arrivare a viale del Vignola. Culo.

La paura è morbosamente contagiosa.
Sono scese con me alla fermata di piazzale Ankara - uh, proprio ora che sto leggendo Pamuk.. - e si sono dette "Eh, meno male che è passato, sennò.."
"Già, infatti, pensa a piedi.."
Pensa che a piedi via Flaminia è più popolata a mezzanotte e venti che alle 3 di notte la parallela, ossia lungotevere.

Come sarebbe facile lasciarsi spaventare. E' una tentazione grandissima e forte: sì, paura, oddio il buio, la strada vuota, gli alberi di viale Maresciallo Pilsudski, chissà che sbucherà fuori, il baubau, se ne sentono tante. Meglio rimanere a casa, lasciarsi scivolare dolcemente nel letto.. lo senti, vero? Il dolce tepore di casa, la rassicurante familiarità dell'odore delle coperte, l'odore delle tue notti, dei suoi sonni.
La paralisi delle infinite possibilità negative, uh, Soren
?

Nella mia vita pare che nulla accada dolcemente nel presente.
Di solito è una intuizione del futuro.
Riconosco qualcosa che è già accaduto, qualcosa che conosco e si crea un'immagine di dolcezza: la nuvoletta rosa di pensiero la butto sul reale e allora, tadaaa: dolcemente. Come dire, un'aggiunta narrativa per questa protagonista solitaria.
Non è vivere, è guardasi vivere, aspettarsi vivere una cosa in una data maniera.
Mi sto aspettando vivere.
Oppure il passato. Con i ricordi è ovviamente più facile.. leggetevi Leopardi e saprete che non ho nulla da aggiungere. Io & Leo, due sensibilità affini, eh.

Scivolare dolcemente sul letto non è come scivolare in acqua. L'acqua avvantaggia, il letto manco per niente. Per scivolare sul letto devi tendere tutti i muscoli per rallentare l'azione, quindi provocare una forza opposta e maggiore della forza di gravità per trattenerti dal gettare il tuo corpo sul materasso, evitando di sfondare il letto dell'Ikea.
Il che, più che dolcemente, è con estrema fatica.

Quindi no.
Avere paura sarebbe più facile ma incredibilmente immotivato.
La paralizzante paura dell'ignoto. Il bastardo che ci ha programmati ci ha forniti di una discreta fantasia (tanto che probabilmente lo abbiamo inventato, pensa un po'!). Un sadico.
Anche un masochista, uno che crea una creatura che sa che gli dichiarerà guerra oltre che dichiararlo morto e inutile. E inesistente. [ clap clap ]
L'ignoto fisicamente esiste?



[a Marco Inglorious Basterds non è piaciuto perché ha ricominciato filosofia e quindi è tornato nel suo ambiente di elucubrazioni astratte. Non è colpa della filosofia ma dell'inconscio di Marco.
Il quale non fatica a criticarmi il mio rifugio in mondi e fantasie parallele - non fatico neanche io a farlo - ma non si rende conto di avere lo stesso rifugio]


conclusione:

non ricordo cosa volevo scrivere ma era molto bello e sensato. C'era un uomo di cartapesta che guardava fuori dalla finestra e neanche lui era immune dal mondo, dal tempo, dalla morte, dalle immagini. Perché il mondo non è sedentario, checché se ne pensi.
Il mondo è tempo, noi siamo tempo, il tempo non è, evidentemente, sedentario.

Ho voglia di un bel color prugna.







permalink | inviato da quellocheNon il 3/10/2009 alle 0:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
sfoglia     luglio        novembre
 
 




blog letto 1 volte
Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom

COSE VARIE

Indice ultime cose
Il mio profilo

RUBRICHE

Diario
..testi...
† pensare è spaziare nell'infinito †
Reveries.
mi invento opinionista

VAI A VEDERE

Amaro è il wisky e fa bene.
. INSURREZIONE .
Rosa d'Amore Signora
Lady Gray
In verità ci dice.
Rise Up!
World Food
GialloZafferano

*Nuage.
il Fratellonzolo
Monster.
Barrie.
Mab.
Abo.
la Mère






















La vedi nel cielo quell'alta pressione, la senti una strana stagione?
Ma a notte la nebbia ti dice d' un fiato che il dio dell' inverno è arrivato.
Lo senti un aereo che porta lontano? Lo senti quel suono di un piano,
di un Mozart stonato che prova e riprova, ma il senso del vero non trova?

Lo senti il perchè di cortili bagnati, di auto a morire nei prati,
la pallida linea di vecchie ferite, di lettere ormai non spedite?
Lo vedi il rumore di favole spente? Lo sai che non siamo più niente?
Non siamo un aereo né un piano stonato, stagione, cortile od un prato...

Conosci l'odore di strade deserte che portano a vecchie scoperte,
e a nafta, telai, ciminiere corrose, a periferie misteriose,
e a rotaie implacabili per nessun dove, a letti, a brandine, ad alcove?
Lo sai che colore han le nuvole basse e i sedili di un'ex terza classe?

L'angoscia che dà una pianura infinita? Hai voglia di me e della vita,
di un giorno qualunque, di una sponda brulla?
Lo sai che non siamo più nulla?
Non siamo una strada né malinconia, un treno o una periferia,
non siamo scoperta né sponda sfiorita, non siamo né un giorno né vita...

Non siamo la polvere di un angolo tetro, né un sasso tirato in un vetro,
lo schiocco del sole in un campo di grano, non siamo, non siamo, non siamo...
Si fa a strisce il cielo e quell' alta pressione è un film di seconda visione,
è l' urlo di sempre che dice pian piano:
"Non siamo, non siamo, non siamo..."













..scrissi il nome tuo versando piano sulla neve
la strana cosa che
sembrava vino
mi aveva affascinato il suo colore di rubino
perchè lo cancellasti con il piede?









                                                                                 DI ROSE DETTE PRESENZE.




E costruì
un delirante universo senza amore,
dove tutte le cose
hanno stanchezza di esistere
e spalancato dolore
.
*
Ma gli sfuggì che il senso delle stelle
non è quello di un uomo,
e si rivide nel
la pena di quel brillare inutile,
di quel brillare lontano...

*
E capì tardi che dentro
quel negozio di tabaccheria

c'era più vita di quanta ce ne fosse
in tutta la sua poesia
;
e che invece di continuare a tormentarsi

con un mondo assurdo
basterebbe
toccare il corpo di una donna,
rispondere a uno sguardo...
*
E scrivere d'amore,
e scrivere d'amore,

anche se si fa ridere;
anche quando la guardi,
anche mentre la perdi

quello che conta è scrivere.
E non aver paura
non aver mai paura
di essere ridicoli;
solo chi non ha scritto mai
lettere d'amore
fa veramente ridere
.













Tu prova ad avere un mondo nel cuore
e non riesci ad esprimerlo con le parole,
e la luce del giorno si divide la piazza
tra un villaggio che ride e te, lo scemo, che passa,
e neppure la notte ti lascia da solo:
gli altri sognan se stessi e tu sogni di loro

E sì, anche tu andresti a cercare
le parole sicure per farti ascoltare:
per stupire mezz'ora basta un libro di storia,
io cercai di imparare la Treccani a memoria,
e dopo maiale, Majakowsky, malfatto,
continuarono gli altri fino a leggermi matto.






Ici on est tous des frères
Dans la joie dans la misère
Vous ne trouverez chez nous ni le Ciel ni l'Enfer
Ni le Ciel ni l'Enfer
Nous sommes comme des vers
Comme des vers dans le ventre de la terre
La sang et le vin ont la même couleur
A la cour des miracles
Les filles de joie dansent avec les voleurs
A la cour des miracles
Mendiants et brigands dansent la même danse
A la cour des miracles
Mendiants et brigands dansent la même danse
A la cour des miracles
Nous sommes de la même race
La race des gens qui passent
Vous ne trouverez chez nous ni religion ni nation
Ni religion ni nation
Nos oripeaux pour drapeaux
La couleur de ma peau contre celle de ta peau
Truands et Gitans chantent la même chanson
A la cour des miracles
Puisque nous sommes tous évadés de prison
A la cour des miracles
Voleurs et tueurs boivent au même calice
A la cour des miracles
Puisque nous sommes tous repris de justice
A la cour des miracles











comunico a Vossignoria che sono una Lettrice;
in quanto tale mi avvalgo dei seguenti diritti, detti gli

IMPRESCRITTIBILI DIRITTI DEL LETTORE   

 editi per tutti quelli della mia razza dal professor Daniel Pennac.


    1. il diritto di non leggere.

2. il diritto di saltare le pagine.

3. il diritto di non finire un libro.

4. il diritto di rileggere.

5. il diritto di leggere qualsiasi cosa.

6. il diritto al bovarismo

7. il diritto di leggere ovunque.

8. il diritto di spizzicare

9. il diritto di leggere a voce alta.

10. il diritto di tacere.



a culo tutto il resto


CERCA