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"La musica tedesca è introspettiva, e io ho bisogno di molta introspezione" [Sherlock Holmes]

Eccola di nuovo.
Ecco che ritorna.
Bentornata a casa: no, non mi sei mancata.
Stabile sono stata bene, sai?
E' come un vuoto dentro al petto, un attimo di iperlucidità e VRAAAM! tutto crolla di nuovo, si alza il polverone di cenere che mi fa lacrimare gli occhi.
Eccola: la Nausea.
Senti la vanità in ogni cellula.
Tendo i muscoli e assorbo il mondo INTERO.

il sentimento del superfluo.
Io sono di troppo.

L'anima trepida. Il cuore è investito di paura.
E io, mi sento. E mi sorrido.
"Hai paura?" mi chiedo.
Sorrido sul sì. Ho paura di perdere di nuovo la mia fragile boa.
E questo perché uno sguardo straniero, uno sguardo nero, di profondità Ardenti mi ha ricordato
che non è la verità a seguire il mio sguardo.
Non tutto è come lo vedo io.
Uno sguardo di mortale ghiaccio, di crudeltà schermata.
La causa scatenante, la voila.
Quest'alienazione NEL mondo.

E l'Assurda tristezza di non poter spiegare quel che ho nel cuore, perché non ci sono

orecchie

parole
   .
Solo quegli occhi neri.
Soli
quegli occhi azzurri.
E l'amaro sul palato
e il sasso in gola
perché è un corridoio con, sul fondo, un invisibile buco, che si sposta saltellando in un punto incerto davanti a me.

- fa' che sia un varco, non un buco nero! -



"Farò in modo che questo buco nero che ho dentro non mi inghiotta", dissi.

Pubblicato il 2/6/2009 alle 21.57 nella rubrica Diario.

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