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Nebbia. [era il cane di Heidi]


 Passeggiavo nella nebbia.
Intirizzita sbattevo gli scarponi contro l'asfalto viscido e le piante indurite dei piedi scricchiolavano contro le dita di ghiacciolo staccatesi, in preda ad un bagnato scioglimento.
 Com'è bella la nebbia, pensavo.
Come deve essere gotica, la Notte di praga, in questo periodo.
[e ricordavo un castello nero incollato ad un cielo blùgrigio acceso di finestrelle arancioni al di sopra di un ponte nerissimo di figure spezzate issate tra la nebbia gorgogliante del fiume.]
Passavo accanto a due roulottes addormentate e bianche sentendomi a casa, sorridendo a quei vagabondi che al massimo invadono la fontanella di piazza Ankara. Ascoltavo la voce di un altro gypsy [is a common term used to describe Romani people or Travelers] e sognavo bettole buie, strade a non finire, fiato sul collo e occhi di chi guarda le stelle.
Passavo su un lago d'oro - di foglie e saliva - e ragionavo di nebbia, mentre con un orecchio vedevo gli alberi lasciar scivolare su di sé solitari sospiri di umidità.

Buonanotte a tutti i sognatori, a quelli che lo sanno e quelli che ancora no.

Pubblicato il 7/11/2009 alle 0.57 nella rubrica Diario.

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