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Libri.


 Neanche con l'Eneide è andata bene. A metà del primo libro mi sono sentita mancare, l'ho dimenticata per due giorni e al mio risveglio avevo in mano Fight Club. A parte la gradevolissima edizione Mondadori - non pensavo di poterlo dire mai - so già come andrà a finire. Per ora il film, da come lo ricordo, è molto fedele al libro e non ho avuto grandi sorprese. Ma lo stile di Palahniuk è molto interessante e ti prende per la sua particolarità. Mi piacciono quegli autori che usano stili completamente schizzati ma sono ugualmente comprensibili. E' come un piatto dal sapore strano, nuovo, inconsueto ma comunque appetibile. Penso a Burgess e a Loyola Brandao, ad esempio.
Adesso però che faccio?
Finisco oggi Fight Club, ciò mi sembra evidente. Ieri ho divorato metà libro, oggi andrà l'altra metà. Poi riprendo Virgilio? Forse è la traduzione che non mi convince. Deve essere un libro dell'epoca fascista, quello che ho, perché dentro ci sono un paio di svastiche e qualche celtica. E quindi è un italiano ancora stagnante e molto lontano dalla lingua parlata dell'era della tivù. Però ho cinque Eneidi a casa, mi sembra uno spreco di soldi comprarne un'altra.
Forse è meglio se continuo a leggermi Leroy Ladurie.

Al mio corso di Storia c'è anche Edward Norton con una quindicina d'anni di meno. Uguale uguale.

Pubblicato il 2/12/2009 alle 11.59 nella rubrica mi invento opinionista.

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