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Libri.


 Suppongo ci fossimo lasciati a Fight Club: se non fosse stato pubblicato nel '98 lo avrei eletto libro dell'anno. Bello, oscuro, visionario (che poi è una parola che si usa un po' per tutto).. un libro che ti mette le ansie. Scendi dall'autobus e ti aspetti di essere squadrato da Scimmie Spaziali dalla faccia distrutta. Mh-mh, proprio così.
E il finale è una gran figata.
Per quanto il film di Fincher sia uno dei miei preferiti, sia un film artisticamente perfetto e abbia un ritmo da affanno, il finale del libro è superiore. Mi dispiace, David. Ma hai fatto bene a cambiarlo: non potevi assurgere ad una cosa simile, anche se gran parte delle cose che hai fatto le hai fatte bene. La trasposizione libro in sceneggiatura deve essere stata un dramma: hai fatto un buon lavoro.
Nella versione italiana "voglio abortire tuo figlio" è reso con "E' dalle elementari che non mi scopavano così" che sembra essere forse un'esagerazione nella bocca di Marla. Ma è più diretto dell'altro.
Comunque.
Ho terminato Fight Club e mi sono lasciata cullare dalla nullafacenza. Non ho avuto il coraggio di rimettere mano all'Eneide, lo ammetto.
Fino a ieri mattina.
Mentre studiavo Dante (INF XVI-XVII) mi sono messa in testa che sarei andata alla Fiera dell'Editoria Indipendente all'Eur e che prima di iniziare a leggere uno dei libri che avrei comperato lì avrei finito l'Eneide.
E' anche vero che Michele, il mio amico, mi ha dato da mettere in borsa il Rosso e il Nero, che ho letto un anno fa esattamente, e Diario di un Killer Sentimentale.
Che ho letto nel tragitto EUR - Piazzale Clodio. Folgorazione.
Mi è venuta una quasi-smania di Sepùlveda. Una cosa del genere mi è capitato con il Signore degli Anelli, con Roald Dahl e con Daniel Pennac. Sepùlveda è ancora una quasi-smania, non ho bisogno di leggerlo altrimenti mi sento male - come invece accade con gli altri. Ma chissà.
"Diario di un killer sentimentale" è breve, intenso, divertente, movimentatissimo. Ha un narratore in prima persona che non ti annoia per niente, una situazione diversa da tutti quei copia-incolla di film d'azione. Bello, bello, bello. Si legge in 40 minuti per il costo di 9 €. Sì, è uno sproposito.
Però pensa: anziché spendere 7.50 € per un cinema che quasi sicuro è qualche schifezza innominabile che danno all'Adriano, passi 40 minuti in paradiso. Anziché un'ora e mezza a cercare di zittire la tua coscienza che ti dice: dovevi comprare quel libro! Mani bucate!!

Sono profondamente pentita di non aver comprato il libro da cui è tratto "He died with a felafel in his hand". E' che a me i libri con la copertina del film fanno senso. Perché il libro non dovrebbe conservare la sua integrità, anche quando è stato bene o male trasposto sullo schermo? Esistono comunque due Danny, uno della tua immaginazione nel libro e uno che ha il corpo di Noah Taylor (L) nel film.
Mi pento profondamente.
 

Pubblicato il 8/12/2009 alle 10.18 nella rubrica mi invento opinionista.

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